CAMERA – L’occhio magico di Carlo Mollino. 500 Fotografie in mostra a Torino

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Camera, centro italiano per la fotografia nei suoi spazi in via delle Rosine 8 a Torino dedica a Carlo Mollino la più grande mostra mai realizzata su questo tema. ‘L’occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934 -1973’ raccoglie oltre 500 fotografie provenienti dagli archivi del Politecnico di Torino, molte delle quali inedite.

Avevo 22 anni la prima volta che scoprii che Carlo Mollino era sì un architetto, ma aveva mille altri talenti e che ne aveva lasciato traccia in tutta Torino e in Piemonte, negli stessi luoghi che avevo visitato senza saperlo.
Stavo scrivendo una tesi sugli spazi urbani come medium per la comunicazione ispirata  da un viaggio in Australia dove ero rimasta affascinata da un edificio di cui vi parlerò in un altro post.

Avevo scelto di unire comunicazione e architettura, scoprendo come ogni superficie possa essere adattata alle forme di comunicazione più varie. Era l’anno in cui iniziavano a spuntare i temporary shop e si iniziava a parlare di marketing non convenzionale ed eventi esperienziali come di archistar e dell’epidermide dell’edificio come mezzo per disorientare e stupire.

Insomma la prima volta che ho sentito parlare delle tracce di Mollino a Torino è stato dalla mia coinquilina sarda che studiava architettura, suo padre era architetto e lei stessa aveva quell’insieme di arte e tecnica nel sangue. Con lei, nella cucina della nostra casa milanese, dopo cena davanti ad una tisana avviavamo delle brillantissime conversazioni sull’architettura, la comunicazione, il design e l’arte. Erano momenti così preziosi che li rammento ancora oggi con una gioia intensa: due donne appassionate che si arricchivano dei contenuti l’una dell’altra. E quando avevamo amici e colleghi a cena coinvolgevamo anche loro nelle nostre discussioni che tavolta diventavano così animate da far intervenire il nostro vicino che con la scopa bussava alla porta invitandoci a smettere.
Insomma quella volta la mia coinquilina era in visita da me a Torino e mi fa: “E poi mi piacerebbe visitare i luoghi dove Mollino ha lasciato le sue testimonianze”. Io non avevo la più pallida idea di che cosa stesse parlando, quali fossero questi luoghi nè dove si trovassero.
Così mi documentai e scoprii che casa dei miei, ad esempio, era vicinissima ad uno di questi, il L’aeroclub dove Mollino, non solo si esercitava come pilota e pilota acrobatico, ma aveva progettato diverse cose tra cui un hangar per gli aerei anticipando di qualche tempo la tendenza americana. All’Aeroclub si trovano tuttora le sue realizzazioni tra cui una statua alla madonna di Loreto e la targa del bar con il logo da lui realizzato.
Così lo andammo a visitare e iniziò una bellissima avventura urbana alla ricerca delle tracce e testimonianze dei suoi talenti in giro per la città. Al fondo dell’articolo trovate alcuni dei luoghi che abbiamo visitato.
Come scrivevo Carlo Mollino aveva mille e uno talenti: era architetto, designer, sciatore, pilota, grafico. Con la fotografia aveva un rapporto intimo ed estetico, personale, teso nella ricerca ossessiva di una forma che lo soddisfacesse. Amava scattare fotografie di architetture ed edifici progettati da lui o da altri e anche testimomiare momenti di vita sociale: la sua passione per lo sci, le auto, gli aerei e le donne.
Questo interesse per la fotografia l’aveva preso dal padre ingegnere che aveva realizzato per sè una camera oscura nella villa di famiglia a Rivoli.
La mostra dal titolo ‘L’occhio magico’ si rifà al nome di una rivista di piccolo formato che Mollino aveva fortemente voluto per celebrare la fotografia italiana negli anni ’40. Il percorso espositivo si articola in 4 sezioni. I titoli delle sezioni sono tutte citazioni di frasi tratte dagli scritti di Mollino.
  • ‘Le mille stanze’ dedicata al tema degli spazi abitati da lui progettati, siano essi interni o architetture: il suo primo edificio a Cuneo neglia anni 30, la sede della sicurta ippica torinese negli anni ‘40 poi demolito negli anni ‘60 per essere sostituito dal liceo Alfieri, la ‘Casa del Sole’ a Cervinia.
  • ‘Fantasie di un quotidiano impossibile’ accoglie gli scatti che mostrano elementi ricorrenti come gli specchi, onnipresenti. Nella stessa stanza sono raccolte delle cartoline acquistate da Mollino che poi si riflettono nelle sue creazioni siano essere architettoniche, di design o fotografiche.  Al centro della stanza, una teca accoglie uno dei suoi famosi Draghi da passeggio, le sculture di carta che realizzava nel tempo libero e che regalava ai suoi amici o ai bambini, in occasione di compleanni, accompagnati da un biglietto di auguri. Si pensa che ve ne siano ancora un centinaio in circolazione, ma non se ne conosce il numero preciso.
  • ‘Mistica dell’acrobazia’ celebra il mito della velocità che Mollino esprimeva attraverso le sue passioni: lo sci, le auto, gli aerei e che condivideva con le sue compagne che spesso vengono immortalate con lui in volo.
  • ‘L’amante del duca’, è la sezione più ricca che accoglie circa 180 foto di nudo. Mollino creava con le sue modelle un vero e proprio rituale. Affittava una casa dove invitava a cena la modella, le faceva indossare gli abiti da lui scelti e comprati e la faceva mettere in posa magari scattando molte volte una stessa situazione con modelle diverse, facendo indossare loro gli stessi abiti. Era un amante delle forme e delle compisizioni.
Tutti i materiali in mostra provengono dall’archivio del Politecnico di Torino.
L’archivio raccoglie circa 12.000 foto di cui solo un terzo è stato catalogato finora. Si sta procedendo in una tenace attività di digitalizzazione e catalogazione in modo da rendere il materiale fotografico fruibile.
Mi piace scrivere di un buon allestimento.
Il mio professore di comunicazione visiva all’università, Gianfranco Torri aveva saputo trasmettermi un pò della sua arte o quanto meno la capacità di accorgermi quando un allestimento è progettato bene o meno.
Ricordo che, oltre alle lezioni in aula, il suo corso prevedeva dei laboratori esperienziali. Ci portò a visitare una mostra di Depero chiedendoci di scrivere una relazione sull’allestimento e analizzandone gli elementi comunicativi.
In un secondo momento, ci chiese di progettare ex novo un allestimento per il Museo della Resistenza. Essendo amante di arte e appassionata frequentatrice di mostre ricordo che era stata una bellissima esperienza che mi aveva messo in contatto con una professionalità talvota dimenticata in un contesto espositivo, dove le opere sono le protagoniste. Eppure un buon allestimento spesso fa la fortuna o la sfortuna di una mostra e permette al visitatore di vivere un’esperienza maggiormente ricca e formativa.
Ho trovato l’allestimento della mostra, curato dallo studio BRH+ , sia elegante e rispettoso delle opere esposte e che riesca sia a facilitare che ad arricchire la lettura delle fotografie.
Lo stesso apprezzamento per l’allestimento l’ho potuto cogliere dai commenti dei giornalisti e blogger che ieri erano presenti con me alla conferenza stampa.
La mostra è stata curata da un preparatissimo Francesco Zavot. Qui sotto il video del suo intervento.
Scatti dalla conferenza stampa:
 Alcune delle foto in mostra:
Camera – Centro italiano per la fotografia
L’occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934-1973
18 gennaio 2018 – 13 maggio
Orari di apertura:
Lun, Mer, Ven, Sab e Dom: 11.00 – 19.00
Giovedì: 11.00 – 21.00
Mar: chiuso

Per chi volesse divertirsi a scoprire le tracce che Mollino ha lasciato in città vi lascio un piccolo elenco:
AeroClub Torino, Strada della Berlia 500 – Torino
– Dancing Lutrario (ora Le Roi), via Stradella 8, Torino
– Auditorium Rai di Torino, Via Gioachino Rossini 15, Torino
Palazzo degli Affari, Camera di Commercio di Torino, Via San Francesco da Paola 24, Torino
Teatro Regio di Torino, Piazza Castello 215, Torino