ELISA SCASCITELLI – FINE ART

Elisa Scascitelli Fine Art

Elisa Scascitelli, 27 anni, è fotografa Fine Art. Vive immersa nel verde a Valmontone in provincia di Roma. La natura è una delle sue fonti di ispirazione come lo sono i boschi che fanno spesso da scenario per le sue creazioni. Fotografie che sono racconti di fiabe dove il tempo è sospeso e dolore e bellezza si fondono. Un’intervista intensa, come la sua arte.


1. Parlaci di te.
Mi chiamo Elisa Scascitelli, sono nata il 20 ottobre del 1989 a Colleferro e sono cresciuta a Valmontone in provincia di Roma.
Abito a Valmontone, in collina, immersa nel verde del mio grande giardino e delle colline circostanti.
Ho una famiglia ben unita, una sorella e un fidanzato meraviglioso con cui condivido praticamente tutto, un coniglio nano e una gatta, sono i miei due amori.
Amo i boschi, le montagne e le favole. Amo le patate cucinate in tutti i modi e le avventure.

2. Che cosa fai di mestiere?
La Fotografa Fine-Art .

3. Qual è la tua formazione?
Sono diplomata in Grafica Pubblicitaria, ho studiato fotografia per 3 anni come materia scolastica.
Dopo il Diploma nel 2008 ho frequentato per un anno un’accademia di Make-Up professionale a Roma, conseguito l’attestato, ho lavorato per 4 anni come Make-Up Artist per set cinematografici e in teatro.
Successivamente ho conseguito un altro attestato nel settore Special FX (Effetti Speciali) cimentandomi in discipline come la scultura, la creazione di stampi, calchi, ed effetti speciali horror/fantasy cinematografici. Lavorando come Make-Up Artist ho avuto l’opportunità di conoscere i mezzi con cui il cinema e il teatro lavorano: il raccontare delle storie, l’interpretare dei ruoli, la scenografia, i costumi, un mondo fatto di adrenalina e stupore, ispirazione e magia. Oggi utilizzo tutto questo bagaglio creativo e manuale nella fotografia, mi è davvero molto utile.

4. Quali sono i tuoi talenti?
Sono una persona molto creativa, mi piace disegnare ritratti a mano libera, solitamente su commissione. Amo costruire oggetti di scena per i miei set fotografici, pasticciare con colori e vernici, dipingere e sporcarmi letteralmente le mani. Utilizzando ogni tipo di materiale amo costruisco oggetti con cose impensabili. In concomitanza alla fotografia, amo dedicarmi alla creazione di gioielli per il marchio di accessori e abbigliamento di mia sorella, esponendo e vendendo nei mercatini artigianali.

5. Quando nasce la tua passione per la fotografia?
La passione per la fotografia nasce tra il 2012/2013 mentre frequentavo ancora il corso di effetti speciali e lavoravo come Make-Up Artist.

6. A che cosa serve la creatività nella tua vita? E nella vita degli altri?
Quando crei qualcosa, che sia bella o brutta, entri nella parte più profonda ed emotiva dell’osservatore, lo fai entrare nel tuo mondo. Plasmi quello che hai nella testa in materia, e poi condividi quello che hai creato. E’ un puro atto di fiducia, speranza e amore verso il prossimo. Ma solo per chi sa coglierlo. Una vita senza creatività e senza arte che cos’è? Essa per me è un mezzo di trascesa.

7. Quello che ricrei è un mondo fiabesco. Quando nasce questa passione di unire fotografia e fiaba?
L’amore per la fotografia Fine – Art nasce tra il 2012/2013. Volevo proporre un genere unico che rispettasse il mio modo di vedere le cose e la mia sensibilità. Amo le fiabe e tutto ciò che è innocente e infantile, perché è puro e non è macchiato dall’esperienza di un adulto. Esse raccontano molto di più di una semplice storiella; vi si possono trovare aneddoti e archetipi che stimolano la mente, vi si può trovare il giusto cammino. Le favole vengono raccontate per far addormentare i bambini e per far risvegliare gli adulti, la motivazione del perché ho unito fotografia e favola è proprio questa, il “risveglio” è un gioco che prendo molto seriamente. La realtà in cui viviamo è illusoria e ingannevole, perciò non accetto un’unica realtà.

8. Siamo curiosi. Come realizzi i tuoi shooting? C’è una preparazione prima?
C’è tanta preparazione, sacrificio e prove. Inizialmente disegno su un album quello che vorrei realizzare. Cerco di inserire dei concetti ben precisi che rispecchiano la mia visione. Successivamente studio e realizzo gli oggetti e i costumi, possono passare giorni o mesi, a seconda del tipo di foto. Dopo lo shooting preparo per la postproduzione in Photoshop.

9. Come selezioni le tue modelle?
E’ una selezione a volte lunga perché ricerco un mood preciso. Prediligo prevalentemente visi angelici e delicati, che ricordano le docili fanciulle nelle fiabe, ma anche donne semplici e sensuali. Ho una spasmodica passione fotografica per le rosse naturali e le lentiggini e in genere per le ragazze del nord, quindi pelle, capelli e occhi chiari come il ghiaccio.

10. Da dove prendi ispirazione per i tuoi lavori?
La mia fonte di ispirazione è la natura, l’esplorazione, il mistero, l’universo, la ricerca di qualcosa di infinito. Lo sono anche i simboli magici e fantastici , e le continue domande senza risposte, il “non ti è dato sapere” .
Pratico escursionismo nei boschi. Adoro i luoghi abbandonati e selvaggi, che rimandano ad una situazione incantata e onirica, dove l’uomo è piccolo ed impotente di fronte alla maestosità della natura. Giardini e labirinti sono una piacevole ossessione per la mia anima.
La fotografia per me è un rifugio nel bosco, è un motivo per cui sentirmi in pace con me stessa, per proteggermi e cercarmi, per combattere mostri invisibili nella foresta, raccontare storie di fronte ad un caminetto acceso tornando da un’avventura sana e salva. Per trasformare in realtà le avventure della mia mente.

11. Quali sono stati i tuoi maestri?
In realtà non ho avuto maestri che hanno seguito il mio percorso perché la scelta di intraprendere questo genere di fotografia è stata la mia. Ho iniziato da autodidatta, migliorando anno dopo anno, imparando dagli errori, attraverso l’autoritratto e la ritrattistica, migliorando la post produzione, l’attrezzatura, la composizione, studiando nuove tecniche e disegnando idee originali. Sono l’insegnante di me stessa e sono molto esigente.

12. Che ruolo hanno i social network nella vita e nel successo di un fotografo oggi? Tu quali usi?
I social network nella vita e nel successo di un fotografo oggi hanno un ruolo sicuramente rilevante per diventare “noti”, ma è pessimo come sistema. I social network sono il cancro della cultura e dell’arte oggi. Uso anch’io piattaforme sul web, per certi versi sono un’agevolazione, ma a me sembra un’agevolazione unilaterale. La figura del fotografo o dell’artista rispetto al passato oggi è cambiata totalmente. Chiunque può essere artista, chiunque può “creare” e questa lobotomizzazione di massa mi fa rabbrividire, mi fa pensare di aver sbagliato epoca.
Non tutti hanno le abilità per creare o trasmettere, ma tutti vogliono “diventare qualcuno”: il potere e la fama oggi sono due superficialità di cui tutti necessitano.

13. Che cosa saresti disposta a fare per difendere il tuo lavoro? E che cosa non faresti?
Sarei disposta a trasferirmi fuori dall’Italia per difendere quello che amo e per proteggerlo, perché qui non c’è via d’uscita. Non potrei vivere senza immaginare e senza creare, non riuscirei mai a prendermi in giro.

14. È la prima volta che partecipi a Paratissima?
E’ la prima volta che partecipo a Paratissima. Sicuramente sono stata spinta dalla possibilità di vivere un’esperienza e un’occasione unica, dal poter inserire nel mio bagaglio artistico un’esposizione importante. E poi, il poter conoscere nuove persone e talenti .

15. Con quale collezione ti presenterai? 
Esporrò due opere, precisamente due autoritratti.
La prima Opera è “Dragonfly” un autoritratto dedicato alla simbologia della libellula. E’ uno dei miei insetti preferiti; si dice che le libellule possano attraversare la quarta dimensione e spostarsi nel tempo, sono animali magici e misteriosi, sono associate alla “trasformazione” e ” all’introspezione”, alla ricerca della verità. Io le amo perché per me sono una fonte d’ispirazione continua e le attribuzioni simboliche della libellula rappresentano alcuni lati del mio carattere.
La seconda Opera è “The Cradle” la Culla. E’ una mini fiaba gotica. Ho preso ispirazione da una mia teca di farfalle e insetti vari. Visivamente c’è una ragazza che fa da culla a delle farfalle “questa ragazza trovò su un fiore nel suo giardino due sorelle morenti. Raccolse i minuscoli corpi, poggiandoli sulle sue spalle. Fu per loro una dolce culla. Decise così di allietare e dondolare il dolore dei piccoli lepidotteri fino alla fine dei tempi.”
Mi piace rappresentare la sospensione del tempo, il dolore e la bellezza in tutte le sue sfaccettature. Voglio mostrare un mondo dove nulla è ancora determinato, bene e male, tutto è giusto. Un mondo bello anche nella sua tragedia, dove la realtà e l’esistenza umana sono messe continuamente in discussione.

16. Progetti futuri? Personali e professionali.
Entro la fine di dicembre elaborerò 2 set/progetti diversi e complessi a cui lavoro da un anno. Per l’inizio del 2017 ho già tante idee fotografiche in mente e cose da costruire.
Ho intenzione di preparare un libro per bambini con fiabe scritte e illustrazioni fotografiche annesse. E poi vorrei viaggiare per poter far vivere le mie storie in altri ambienti.


Elisa Scascitelli 

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