FRANCESCA CANFORA – DIRETTORE ARTISTICO PARATISSIMA

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Francesca Canfora, direttore artistico di Paratissima, si racconta attraverso le sfide del suo mestiere tra allestimenti, problem solving, creatività, sottomarini volanti e alieni fosforescenti.


1. Francesca, di che cosa ti occupi?
Ho la fortuna di occuparmi di quella che è sempre stata la mia passione, l’Arte Contemporanea, e che ora è la mia professione. Attualmente sono direttore artistico di Paratissima, evento off torinese di Artissima, dedicato ai giovani artisti. Contemporaneamente svolgo l’attività di curatore indipendente occupandomi di mostre e progetti culturali.

2. Come ti descriveresti in quanto direttore artistico?
Professionalmente la mia natura è bivalente essendo curatore e architetto, al pari del mio segno zodiacale, il sagittario, metà uomo e metà cavallo. Come lui mi sento una creatura ibrida che cerca in qualche modo di tenere insieme istinto e raziocinio, vincoli progettuali/organizzativi e creatività.

3. Che studi hai fatto?
Mi sono diplomata al Liceo scientifico. Poi ho conseguito una Laurea in Architettura, indirizzo tecnologico. Come indirizzo di Laurea è il più affine a Ingegneria…

4. Quali sono i tuoi talenti?
Il mio istinto e la tenacia nel non farsi mai condizionare da ciò che dicono o pensano gli altri.

5. Quando nasce la tua passione per l’arte?
Sin da piccola ho sempre disegnato e avuto una grande manualità, predisposizioni che ho continuato a coltivare nel tempo e da qui è nato chiaramente l’amore per qualsiasi forma d’arte. il vero colpo di fulmine verso il mondo dell’arte contemporanea l’ho avuto mentre facevo l’università. Lì l’arte è diventata per me un interesse onnicomprensivo. Mi sono appassionata di tutti i suoi linguaggi ed espressioni.

6. A che cosa serve l’arte nella tua vita? E nella vita degli altri?
L’arte veicola e trasmette una pluralità di messaggi in modalità pressoché infinite. E’ per me un arricchimento personale continuo a cui dedico una giusta e costante attenzione. Come per me anche per gli altri.

7. Quando diventi direttore artistico di Paratissima?
Nel 2010 sono entrata nel board come vicedirettore, dal 2013 Co-direttore insieme a Daniele Ratti, nel 2016 Direttore artistico unico.

8. Prima di diventare direttore artistico di Paratissima di che cosa ti occupavi per Paratissima?
Delle stesse identiche cose. Nel rispetto della mia doppia natura da un lato mi occupo dei contenuti artistici, dunque dei progetti curati e degli artisti, e dall’altro del coordinamento dell’Ufficio tecnico. Come dire, direzione artistica e ufficio tecnico coincidono e così ci si occupa di ciò che è da allestire e dell’allestimento stesso. L’unica cosa cambiata rispetto a un tempo è il potere decisionale che comporta l’attuale ruolo, e la responsabilità che ne consegue. E’ mia e solo mia. Da un lato è elettrizzante e dall’altro non è così semplice. Non è concessa alcuna incertezza, a maggior ragione se sei donna.

9. Qual è la giornata tipo del direttore artistico di Paratissima?
Fortunatamente non esiste una giornata tipo! E’ il bello di questo mestiere. Ad esempio mi trovo a dover pensare a come sospendere dei sottomarini per aria o a creare l’habitat espositivo adatto per degli alieni fosforescenti. E’ come giocare a Monopoli e pescare continuamente carte tra i mazzi di Imprevisti e Probabilità!

10. Tu c’eri quando è nata Paratissima? In che modo la sua vision ti ha conquistata?
Sono giunta a Paratissima 8 anni fa. Ho visto in lei delle grandi potenzialità e un’energia enorme. Ho iniziato a immaginare da subito che cosa avrebbe potuto renderla ancora migliore. Essere riuscita a realizzare anche solo in parte i miei desideri mi riempie di gioia e mi motiva a continuare sempre con grande entusiasmo. Forse è proprio l’entusiasmo una delle caratteristiche dell’evento, poichè è il denominatore comune di tutte le persone che ne costituscono l’anima e che si fanno in quattro per realizzarlo.

11. Parlaci di una cosa che sei riuscita a realizzare.
La più grande soddisfazione, altro sogno nel cassetto realizzato, è quello di aver creato NICE – New Independent Curatorial Experience, corso per giovani Curatori, giunto ora al terzo anno.

12. Qual è la parte più divertente dell’essere un direttore artistico? Qual è quella meno divertente?
Riunirei le due domande in una sola risposta. Il bello e il brutto è occuparsi di cose assolutamente imprevedibili o inimmaginabili… se io dovessi raccontare a qualcuno le mie sempre diverse problematiche quotidiane mi prenderebbe sicuramente per pazza! Ma in realta è una cosa che adoro, e anzi penso di essere stata molto fortunata.

13. Artissima vs Paratissima. Arte affermata vs arte emergente. Tu da che parte stai?
Da tutte e due chiaramente, ovvio! Vado sempre ad Artissima, come nelle maggiori fiere o a visitare mostre. Per valutare correttamente l’arte emergente è fondamentale lo studio della Storia dell’arte e il documentarsi sugli artisti contemporanei affermati.

14. Quest’anno avete puntato alle stelle. Qual è l’obiettivo dell’edizione di quest’anno?
Puntare alle stelle significa cercare di migliorarsi, sempre. Migliorare i contenuti, gli allestimenti o semplicemente anche l’organizzazione interna, cosa tutt’altro che banale. Questo è l’obiettivo a cui si deve perennemente mirare.

15. Dove ti vedi alla ventiduesima edizione di Paratissima?
Mi auguro che, dopo Skopje, Lisbona e Cagliari, si sviluppi il progetto Internazionale in modo da portare Paratissima ovunque. E’ una visione troppo ambiziosa, forse?