FRANCO CURLETTO

Franco- Curletto - Ph-Alessandro Vasapolli

Quarantadue anni di carriera, hair-stylist di fama mondiale, scelto da Oreal come testimonial mondiale per i prodotti Kerastase, da sempre sviluppa progetti che uniscono arte, creatività e bellezza. Ci racconta il suo punto di vista svelando una storia di passione, curiosità e quella fame che un altro grande ci ha ricordato di portare sempre con sé. ‘Stay Hungry, stay Foolish’. Franco Curletto.


 

1. Franco Curletto come diventa Franco Curletto?
In sintesi per scelta e per destino. Sono due elementi che a mio avviso mi hanno portato a fare il lavoro più bello del mondo. Il mio è un lavoro che ho avuto la fortuna di incontrare lungo il mio percorso ed è un mestiere che non puoi prendere, è lui a prenderti, a volte in modo quasi patologico.

2. Come si mantiene viva una passione lungo una carriera di 42 anni?
Con la curiosità. Questo lavoro non finisce mai di incuriosirmi. È una questione di chimica, è un lavoro che mi offre costanti stimoli. Per un architetto prima di portare a termine un progetto possono passare sei mesi, un anno di lavoro. Noi il progetto ce l’abbiamo lì davanti: è l’emozione di chi è contento di quello che hai fatto per lui. È una grande scuola, una scuola costante. Per parlarne come ne parlo io devi essere dentro al lavoro. A quel punto è il lavoro che cerca te e che ti porta a sperimentare cose che non aspetti diversi: la formazione, il team building con i collaboratori e il gioco di squadra.

3. Quanto peso ha il gioco di squadra nel suo lavoro?
Innanzitutto il successo di un lavoro come il mio è il poterlo condividere con altri, con i miei collaboratori, con coloro che hanno condiviso con me lo stesso pensiero. Non puoi gioire di un qualcosa se non condiviso con altri. È un gioco individuale che è fatto dalla squadra.

4. L’Oreal ti ha scelto come testimonial mondiale. Secondo te per quale ragione?
Le ragioni per cui mi hanno scelto è per un elemento distintivo. Quando Oreal, presente in 90 paesi nel mondo, sceglie un testimonial a livello mondiale lo fa per qualcosa che lo contraddistingue. Noi siamo gli hairstylist più trasversali in assoluto. Lavoriamo con il mondo dell’arte: Abramovich, Vanessa Beecroft, Francesco Vezzoli sono tutti artisti di fama mondiale. Siamo presenti con shooting su Vogue. Siamo stati a Tokyo per Vogue Italia che ci ha scelti come un’eccellenza italiana nel mondo per celebrare i 150 anni di relazioni commerciali tra Italia e Giappone. Abbiamo lavorato per le Olimpiadi, un’esperienza incredibile.

5. In che modo si può essere un hairstylist in salone, lavorare nelle settimane della moda e anche con artisti affermati?
Avendo un’identità precisa esercitando le mie conoscenze nelle aree di eccellenza dove sono state sviluppate. Ad esempio per la performance che abbiamo realizzato con Vanessa Beecroft era necessario entrare nel mondo dell’artista. Ci siamo spogliati di ciò che avevamo appreso durante le sfilate pur mantenendole nella memoria come delle quinte teatrali sempre a disposizione a cui poter attingere. Mi spoglio sempre delle mie esperienze precedenti. Ed è proprio questo che mi permette di essere così trasversale.

6. Come si riconosce il talento?
È qualcosa che ha a che vedere con l’abilità che è a sua volta collegata ad un esercizio. Il talento nell’esercizio torna di nuovo fuori perché diventa un l’esercizio che tende alla genialità. Per essere geniale deve fare dei gesti che non sono consueti, non ripetitivi. Il talento può partire dal cuore, dalla testa e dallo stomaco. Se parte dallo stomaco il rischio è che si tratti di qualcosa di bieco. Può partire dal cuore o dalla testa e poi si muove verso il cuore per poi arrivare allo stomaco.

7. Come selezionate collaboratori nei vostri saloni?
Grazie alla notorietà riceviamo moltissime richieste e tra queste possiamo scegliere persone dotate che scegliamo di formare secondo il nostro metodo.

8. Come vengono supportati i vostri talenti?
Con la formazione, l’entusiasmo generale del gruppo aiuta molto e richiedendo la massima serietà. Per me questo è fondamentale. Il lavoro per me è un onore. Essere orgoglioso del mio lavoro è ciò che mi permette di essere scelto.

Ph Credit copertina: Alessandro Vasapolli


Franco Curletto

www.francocurletto.com