#8 GIANCARLO SCROFANI – JANKA+CREATOR

Giancarlo Scrofani - JANKA+CREATOR

Giancarlo Scrofani, in arte JANKA+CREATOR, fashion designer per lavoro e artista di Fashion Dolls per passione, quella vera, quella che ti fa essere te stesso e ti fa venire i lucciconi agli occhi quando ne parli. E noi l’abbiamo visto. Ci ha aperto le porte del suo studio e ve lo raccontiamo.

1. Come arrivi alle Fashion Dolls?
Ci arrivo un po’ per caso, sperimentando le mie diverse passioni. Una è il mio lavoro, sono fashion designer. Un’altra è il cinema, sono un film maker alle prime armi. Ho girato un film low budget (Girl’s Gun – ndr) per cui ho vinto un premio in Canada. Dopo quello ho scritto la sceneggiatura di un film che si intitolava ‘Il Sarto’ dove il protagonista disegna abiti stupendi per la sua musa, Rachel Modiva. Nella sceneggiatura questa musa non si capisce se sia reale o immaginaria. La mia intenzione era quella di mettere a manichino e non solo su carta gli abiti che poi Rachel Modiva avrebbe indossato. Sarebbe stato un po’ macchinoso dal momento che avevo realizzato delle creazioni molto elaborate. Finché un giorno, in un supermercato, mentre facevo la spesa, ho visto una Barbie e mi sono detto: “Ecco la modella fatta apposta per me”. Così è nata la mia prima Fashion Doll, Rachel Modiva. Dopo averla realizzata, soddisfatto del risultato, ho postato la sua foto su Facebook e ha riscosso subito un grande successo. È iniziata così.

2. Ho letto che ti definisci un artista OOAK. Che cosa significa?
Sì OOAK è un acronimo per One Of A Kind e indica la realizzazione di bambole uniche nel loro genere. Gli artisti OOAK usano le Barbie e in generale le bambole come fossero una tela bianca su cui creano la loro arte.

3. In che modo la tua creatività si appaga nel realizzare Fashion Doll?
Mi ritengo un artista a 360°. Mi piace scrivere, fare musica, dipingere, truccare, pettinare, cucire, tagliare, disegnare. Le Fashion Dolls mi hanno permesso e mi permettono di esprimere molti di questi talenti. Quando faccio qualcosa di manuale con una bambola, un quadro, un film, esprimo veramente me stesso senza veli. Con la creatività dò libero sfogo alla comunicazione di Janka.

4. Raccontaci di una tua creazione dove hai sentito di esserti espresso in un modo che per te ha funzionato.
Le Divas, la collezione che dà il nome alla mostra che inaugura il 2 aprile alla POP HEART Libri Arte Design. Nel corso del 2015 mi è stato chiesto di partecipare alla mostra BambolART al MUVI, il museo Vitaloni a Milano. In quell’occasione sono stati coinvolti diversi artisti, non direttamente legati al mondo delle doll, e gli fu chiesto di creare delle opere usando le bambole come tele su cui esprimersi. Ho accettato la sfida e mi sono messo all’opera. Fino ad allora avevo realizzato bambole che raffiguravano Lady Gaga, Madonna, e varie attici, a seconda di ciò che i fan mi commissionavano. In occasione di BambolART ho voluto creare una cosa diversa. Ho realizzato quattro Divas e un diorama ispirate ai quadri di Tamara De Lempicka. Sono molto affezionato a questa collezione che mi ha spinto a dipingere dopo alcuni anni che non lo facevo. È quella che ritengo la mia prima collezione di Fashion Doll realizzate come forma d’arte e dove mi sono maggiormente espresso: ho disegnato, realizzato e cucito i vestiti, ho curato il make-up e l’hairstyling per ogni diva, ho realizzato i dipinti che ritraggono le ambientazioni in cui sono inserite le bambole.

5. Leggendo la tua biografia sembra che la tua creatività oscilli tra pop e vintage. È così?
Lavorando nella moda, ciò che è pop, vintage e storico mi appassiona molto.
Per ciò che riguarda il vintage, le mie Fashion Doll si rifanno alle dive come Marilyn Monroe, Betty Page, Liz Taylor. Per ogni lavoro faccio una accurata ricerca a partire da quegli anni. Cerco tessuti simili, visito bancarelle e mercatini vintage alla ricerca di accessori e bigiotteria dell’epoca che mi possano ispirare e aiutare a ricreare le atmosfere e il fascino di quel periodo.
Il pop entra nel mio lavoro perché parliamo di Barbie, l’emblema dell’immagine pop inteso come popolare. La Barbie piace alla bambina come giocattolo, alla ragazza che la colleziona e alla nonna che la regala alla nipote. Io nel tempo sono anche diventato un po’ un collezionista di Barbie e quando ne esce una nuova mi emoziono sempre. È l’unico giocattolo che mi viene in mente che sia in grado di incarnare lo spirito del suo tempo. A breve usciranno le nuove Barbie curvy, le formose, le tall e le petit. Barbie sa rimanere se stessa pur adattandosi alle diverse epoche.
Rappresenta un’icona nel bene e nel male e spesso è stata bersagliata negli anni. Nonostante questo Barbie piace sempre. Ha compiuto 57 anni un paio di settimane fa e penso che rimanga e rimarrà sempre nel cuore di tutti.

6. Abbiamo letto che c’è stato parecchio brusio in questi giorni sui social per una tua bambola. Che cosa è successo?
Prima parlavamo di pop. Io ho 42 anni e sono un amante degli anni ’80 e ’90 e una cantante in particolare è cresciuta con me, una vera icona pop. Sto parlando di Madonna. Sin da bambino disegnavo il suo volto, creavo dei vestiti per lei, disegnavo storyboard di video immaginari in cui lei era la protagonista. Oggi, realizzando Fashion Dolls, sono riuscito anche a ricreare la sua immagine. Nei mesi passati avevo realizzato 4 o 5 bambole dedicate a lei che mi erano state commissionate. Una in particolare, molto interessante, era dedicata al suo Rebel Heart Tour in cui cantava una serie di canzoni ispirate agli anni ’20 indossando un costume che richiamava gli abiti Charleston realizzato dallo stilista di Moschino, Jeremy Scott. Ho postato la foto e alla sera lo stilista l’ha ripubblicata apprezzandola per aver saputo ricreare fedelmente il vestito da lui realizzato. Madonna è inavvicinabile. Conoscendo persone vicine a lei ho provato a propormi. Non era mai il momento come neppure le cose che io avevo creato per lei. Finché, la settimana scorsa lei ha organizzato un evento speciale a Melbourne regalando ai suoi fan australiani un concerto intimo, “Tears of a Clown” dove si è presentata vestita da clown cantando live tutti i pezzi senza ballerini. Si è spesso commossa cantando e ha parlato del figlio, di quanto le mancasse. Era molto affezionata a questo concerto. Così ho pensato di farle un regalo. Mi è venuto in mente che in laboratorio avevo una bambola che aveva lo stesso colore di capelli di Madonna. Così ho realizzato in un giorno e mezzo la sua bambola. Ho postato poi la foto su Instagram e il mattino dopo ho visto che Madonna l’aveva ripubblicata con il commento “Loving this doll”. Sono contento che il mio idolo di sempre abbia apprezzato la mia voce da creativo, il mio modo di comunicare.
(Ora mi commuovo)
Quando faccio arte parlo di me. Quando sono nel mio laboratorio mi trovo in un luogo intimo dove mi esprimo a 360° e non trattengo nulla. Penso che le persone che acquistano le mie bambole se ne rendano conto.

 

7. Quali sono i tuoi committenti principali?
Sono fan e appassionati di una diva, una cantante, un’attrice che mi chiedono di realizzare il loro idolo nelle situazioni più disparate, in quel video, in quel concerto, in quel film. Ho scoperto un modo di amatori uomini che amano le Barbie e sono i miei primi committenti. Apprezzano il lavoro che realizzo per trasformare la loro bambola preferita in oggetto d’arte, un pezzo da collezione.

8. Quanto costano le tue creazioni?
Dipende dal lavoro artistico che hanno richiesto. Ad esempio dal fatto che il corpo sia dipinto interamente a mano, dai materiali utilizzati, dagli interventi sui capelli. Diciamo che i prezzi base sono dai trecento euro a salire.

9. Qui vediamo un modellino disegnato a mano. Di che cosa si tratta?
È il prossimo progetto a cui sto lavorando. È una bambola interamente realizzata da me. Non voglio dire altro. Surprise!


Giancarlo Scrofani – JANKA+CREATOR

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Manuela Mulassano – Ufficio stampa ed organizzatore evento
Telefono: +39 3355374572
E-mail: manuelamulassano@virgilio.it

Partecipa all’inaugurazione della mostra ‘Divas’, prima personale dell’artista a Torino.

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