Giovanna Zucconi – Serra&Fonseca

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“C’est Moi” potrebbe essere un nome per un profumo, invece è la sua risposta alla nostra domanda ‘Che tipo di team è quello di Serra&Fonseca?’
Giovanna Zucconi, ex giornalista culturale oggi imprenditrice, ha saputo vendere i suoi profumi ai parigini che è un pò “come vendere gelati agli eschimesi”. Una storia che profuma di elicriso, lavanda e iris, i profumi delle colline piacentine, di arte e di resilienza.


1. Chi è Giovanna Zucconi? Quanti anni ha? Dove abita?
L’età non me la ricordo, ho smesso da tempo di festeggiare i compleanni: preferisco l’Unbirthday, il non-compleanno, come Alice nel Paese delle Meraviglie, così si può brindare anche tutti i giorni. Città in cui abito? Tendo a starmene il più possibile sul mio cocuzzolo in campagna, poi sono spesso a Milano, a Roma e anche in altre città magnifiche come Edinburgo. Lavoro impegnativo e famiglia sparpagliata, quindi sono felicemente sempre in viaggio.

2. Prima di Serra&Fonseca di che cosa si occupava?
Sono stata fortunata: per tantissimi anni ho lavorato per i giornali, alla radio e in televisione, in trasmissioni mie o di altri, soprattutto raccontando libri, storie. Credo che il sottopancia corretto sia “giornalista culturale”, anche se suona un po’ pomposo. Ho conosciuto tantissime persone interessanti: sono stata fortunata, ripeto.

3. Come finisce il profumo nella sua vita? E la barba?
Ho sposato un uomo con la barba e i miei figli hanno spesso la barba, in più mi guardo intorno e vedo barbe ovunque. E’ stato quindi naturale che nascesse una linea di fragranze e prodotti per barba dall’aziendina di profumi. Ed è stato altrettanto naturale che dalla passione per la letteratura nascesse Serra&Fonseca: anche il profumo è una forma di racconto.

4. Se Giovanna fosse un profumo che profumo sarebbe?
Profumi che cambiano a seconda dei giorni, della situazione, degli umori. I profumi della memoria sono tanti e diversi così come tanti e diversi sono stati i luoghi dell’infanzia (la neve al sole di febbraio, una spiaggia africana acre e calcinata, le strade sterrate sulle colline marchigiane, le pietre di Roma). Oggi ho la fortuna di crearli, i profumi, di sceglierli liberamente e liberamente mescolarli. In questi giorni indosso la fragranza che il naso Nicola Bianchi ha creato per la mia linea BeABeard, rendendola più femminile grazie al profumo/booster Eau de Moi. Adoro giocare con i profumi.

5. Come nasce Serra&Fonseca?
Le passioni prima o poi si materializzano! Sono partita dalla terra (abitando in campagna, coltivo lavanda, elicriso, iris e altre essenze) e sono arrivata a vendere profumi a Parigi, che è come vendere gelati agli esquimesi.

6. Serra&Fonseca. Chi sono o cosa sono?
Cognomi di famiglia.

7. Che tipo di team è quello di Serra&Fonseca?
Team? L’azienda c’est moi, sono io: e non lo dico per superomismo, ma perché è così. L’azienda siamo io e il mio computer, più naturalmente una galassia di collaboratori e fornitori.

8. Il vostro claim è ‘l’arte italiana del profumo’. Ce lo spiegate?
Tutto è nato dallo studio delle connessioni fra profumo e letteratura: espresso anche in un libro, “La sua voce è profumo” edito da Mondadori, una “passeggiata letteraria” fra poesie e romanzi che toccano la dimensione olfattiva. La parola “arte” del claim significa che produciamo fragranze artistiche, di ricerca, originali; significa che lavoriamo esclusivamente con artigiani di eccellenza; e significa che abbiamo un rapporto privilegiato con i musei, con il Fai/Fondo Ambiente Italiano, insomma con chi preserva e valorizza il nostro patrimonio di bellezza. Tutto quello che facciamo è 100% Made in Italy e racconta luoghi, sensazioni, eccellenze italiane.

9. Nel 2015 siete stati selezionati da Wallpaper che vi ha così descritti: “The brainchild of Giovanna Zucconi Fonseca, Italy’s most prominent scent culture specialist, Serra & Fonseca explores the links between perfume, literature, art and design. It stands for Italian beauty, that unique mix of creativity, handcraft and style”. Il nostro orgoglio patriottico si è acceso. Come vi siete sentiti voi al riguardo? Dopo una dichiarazione del genere come mirate a proseguire?
Cercando di essere all’altezza!

10. Come selezionate i progetti culturali a cui affiancarvi?
Senza falsa modestia, penso che Serra&Fonseca sia l’unico marchio che abbia pubblicato un libro sull’argomento al cuore della sua attività, e che per lanciare una linea abbia creato un vero e proprio festival. Ripeto: sono fortunata. Le amicizie, le esperienze, i contatti accumulati in tanti anni di giornalismo culturale tornano utili per inventare un marketing e una promozione innovativi. Ho fatto tante presentazioni del libro, all’Istituto di cultura a Parigi come presso la magnifica profumeria di Carla Chemello a Vicenza o su RaiTre a “Pane quotidiano”: è sempre una maniera per intrecciare profumo e cultura, e il pubblico risponde con entusiasmo.

11. A novembre sarete alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino per la seconda edizione dei “Dialoghi della Barba”. Come nasce questo festival in celebrazione della barba?
L’anno scorso a Pitti Fragranze portai un profumo solido per barba nato dalla collaborazione, o meglio dall’amicizia, con Franco Curletto. Da lì la duplice idea: creare una linea completa di prodotti per barba, e creare un evento che andasse ad esplorare le ragioni culturali di un fenomeno di moda e di massa.

12. Siete in contro tendenza e ne siamo molto contenti. La prima edizione dei Dialoghi della Barba a Milano e la seconda edizione a Torino. Che cosa vi ha spinto a scegliere Torino?
In controtendenza rispetto al Salone del Libro? Sarebbe un discorso lungo…
Per quel che riguarda i Dialoghi della Barba, come tutto quello che facciamo – adoro usare il plurale – il “fattore umano” è sempre al centro. In questo caso, con Torino abbiamo un rapporto d’amicizia speciale. Torino ossìa Franco Curletto, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il Circolo dei Lettori dove saremo ai primi di dicembre per “l’Essenziale”, e anche La Stampa, giornale sul quale ho scritto per anni.

13. La barba non come moda, ma come filosofia, elemento che racconta “la storia del pensiero e quella del costume, le arti e la politica, la musica e il fashion”. In che modo Serra&Fonseca rappresenta tutto questo con i suoi prodotti?
Cercando di fare le cose bene. La formulazione dei prodotti ha richiesto molti mesi di ricerca cosmetologica, il packaging è curatissimo, i test hanno dato buoni risultati. Non ho la presunzione di riassumere secoli di moda e cultura in un olio per barba, però penso che oggi più che mai fare le cose bene sia importante. Sia la vera rivoluzione. Ma anche questo sarebbe un discorso lungo…

14. Una parte della vostra anima si trova in una ‘valle dell’Appennino emiliano, dove coltiviamo con passione piante per profumi’. Raccontateci di quella valle. Portateci lì con voi. Descriveteci com’è.
L’Appennino è davvero il cuore dell’italianità: è magnifico, ricco di bellezze storiche e naturali, abbastanza riservato e inesplorato. Nella nostra valle ci sono boschi, campi, prati, castelli, natura non troppo strapazzata, persone amiche. Un bel posto dove abbiamo scelto di abitare, a un’ora di macchina da Milano e a tre giorni a piedi dal mare.

15. Una base in Emilia e un headquarter a Milano. Che cosa succede in una e nell’altra sede?
A Milano non moltissimo, è solo la sede amministrativa, presso il mio commercialista. Che adoro – non sto scherzando: senza di loro non saremmo qui- e in certi periodi vedo parecchio, per le troppe scadenze e incombenze che zavorrano la vita di ogni azienda, soprattutto minima come Serra&Fonseca. Sulle colline piacentine succede tutto il resto: è casa, è ufficio, c’è un piccolo magazzino per l’ecommerce, da lì si parte e lì si ritorna.

16. Che profumo è l’Emilia? E che profumo è Milano?
Milano è il miscuglio multietnico di odori nel mercato che frequento, la collina dove abito sa di lavanda, foglie, fumo di legna.

17. Un consiglio ai talenti, agli start-upper, agli start-upper che decidono di esserlo dopo una carriera affermata come la sua.
Un consiglio lo do quotidianamente a me stessa: non mollare. Ci vuole una tenacia enorme, bisogna resistere alla tentazione di mandare tutto a quel paese per la burocrazia, i farabutti nei quali si incappa, le trappole e gli inciampi quotidiani.

18. Progetti futuri? Personali e professionali.
Personali: restaurare la casa di famiglia nelle Marche, terremotata. Professionali: non mollare (appunto).

Ph Credit copertina: Roberto Dassoni


Serra&Fonseca
http://www.serrafonseca.com/

I Dialoghi della Barba
http://www.dialoghidellabarba.it/

I Dialoghi della Barba – Seconda Edizione
Lunedì 14 novembre 2016  h 18.00 – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino.