LUCIANO ROSSI – FILRUS

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Luciano Rossi, è un imprenditore eccellente di 52 anni. Biellese di origine, cittadino del mondo per volontà.
Per lavoro veste gli uomini. Più precisamente si prende cura del guardaroba dei suoi clienti. Li veste con abiti su misura confezionati con i migliori tessuti artigianali biellesi.
È figlio d’arte. Nel 1962 suo padre aveva aperto Sergio Rossi Confezioni. Anni di praticantato nell’azienda di famiglia già durante gli studi in ragioneria e poi fino alla soglia dei 30 anni. A metà degli anni ’90 la decisione di lasciare Biella e l’Italia per collaborare con una società Svizzera con sede a Losanna, proprietaria di una catena di negozi di abbigliamento made in Italy confezionato con tessuti biellesi presso sartorie italiane.
Rientra definitivamente a Biella nel 2010 dove, con la moglie Roberta, riprende le redini dell’azienda di famiglia che si rinnova, anche nel nome. Nasce Filrus.
Ex presidente dell’ATL della sua città. Ha lanciato nel 2014 l’hashtag #innamoratidelbiellese che ha avuto un grande successo virale sui social network.
Ha un figlio sedicenne, Lorenzo, che si augura di riuscire ad assecondare nelle attitudini professionali. Dell’adolescenza del figlio commenta entusiasta ‘è un’età straordinaria’.

Questa è la sua storia. Un racconto intimo del lavoro che ama fare

1. Sei innanzitutto un imprenditore biellese e ami definirti personal clothier. In che cosa consiste il tuo lavoro?
Sono in difficoltà a definire in modo corretto la mia professione. Molti colleghi si definiscono sarti e la chiudono lì. Ma io ho troppo rispetto per la professione un po’ romantica del sarto per appropriarmi di questo nome. Il termine anglofono personal clothier me lo sento bene addosso. Quello che faccio è prendermi cura del guardaroba del mio cliente. E alcuni clienti mi ricevono proprio dentro alle loro cabine armadio che celano tutto lo stile di un professionista: abiti che sono ormai consumati e vanno sostituiti, ma anche abiti pregiatissimi che possono essere attualizzati nello stile, oppure abiti che hanno bisogno di qualche lavoro di manutenzione.

2. Ci racconti come funziona il servizio che offri da personal clothier?
Da qualche anno l’ho chiamato SuMisura, il servizio che offro da personal clothier. Ho scelto questo nome per una serie di ragioni. La principale è che gli abiti artigianali che realizziamo sono fatti su misura. L’altro motivo è che un servizio che cerca di incontrare il più possibile le esigenze dei clienti business che spesso hanno poco tempo per lo shopping.
Anche per questa ragione, come dicevo, mi reco molto frequentemente al domicilio del cliente. Il lavoro inizia da lì, dall’analisi del guardaroba esistente. Poi si passa alla scelta dei tessuti, alla presa – o alla verifica – delle misure e infine alla progettazione dei nuovi capi secondo le scelte stilistiche condivise.
Altri appuntamenti sono molto più rapidi, spesso in ufficio per la scelta di qualche tessuto o per una prova finale. Oppure nel nostro showroom di Milano, oltre che in sede a Biella.
Pochi minuti oppure ore, passate a capire il cliente e ad aiutarlo nelle sue scelte di stile, sempre nel rispetto delle proprie preferenze e abitudini, ma al contempo accompagnandolo verso scelte più contemporanee e distintive.

3. Qual è la tua visione sulla moda e in particolare sulla moda uomo?
Ho un rapporto strano con il termine “moda”. Preferisco parlare di “eleganza” e di “stile”.
Credo di esprimere al meglio il concetto di eleganza attraverso le proposte che realizzo per i miei clienti che principalmente sono professionisti, manager e imprenditori.
Posso parlare di stile ad esempio quando penso agli outfit che scelgo per me.
Il mio lavoro è strano. In sede a Biella sposto pezze di tessuto in ogni momento. Quando viaggio per raggiungere un cliente ho con me un pesante trolley di tessuti in una mano e, nell’altra la custodia copri abito con i capi in prova…e lì, come accade abitualmente suona anche il telefono. Insomma, scelgo un abbigliamento comodo senza rinunciare allo stile.

4. Che cosa è per te lo “stile”?
È ciò che caratterizza in ogni giorno della nostra vita. Lo scegliamo al mattino quando decidiamo cosa indossare. Mi piace pensare che lo stile cambi ogni giorno, talvolta meteoropatico. E si trasforma gradualmente, giorno dopo giorno, attraverso ciò che aggiungiamo in guardaroba e ciò che dismettiamo. Lo stile può esprimersi con un gilet sotto la giacca, una pochette, un calzino coordinato fantasia, vezzi che invito spesso a ricercare.
Se parliamo di colore, in questo periodo amo molto gli accostamenti audaci e contrasti marcati come il bianco-nero e il colore rosso scuro, che mai proporrei alla maggior parte dei miei clienti – ma soprattutto amo i colori naturali accostati ai tipici colori freddi maschili, blu e grigi.

5. Che lavoro sognavi di fare da bambino?
Da bambino mi divertivo a disegnare le tute dei miei idoli dello sci. In quegli anni Biella voleva dire anche FILA sport, Cerruti1881 sport, Maggia. È un ricordo che mi crea parecchia nostalgia. Da ragazzo ho poi assistito all’arrivo del web. Un’emozione unica collegarsi alla rete con il primo modem 14,4. E poi la mia passione per il mondo della comunicazione e della grafica che rimangono ancora oggi un gradevole hobby.

6. Possiamo dire che sei un figlio d’arte? Come hai vissuto il rapporto con tuo papà?
Difficile. Il nostro “passaggio generazionale” è stato tumultuoso e fatto di lunghi anni che mi hanno visto lontano dall’azienda di famiglia. Spero che l’esperienza passata mi aiuti ad essere un padre attento ai segnali professionali che mi manderà mio figlio.
Di sicuro ho apprezzato la determinazione e l’etica del lavoro di mio padre ed è a quello che punto ad ispirarmi come uomo e professionista.

7. Sei un imprenditore di Biella e sei anche impegnato a promuovere e lavorare per il territorio. Dal 2014 al 2018 sei stato presidente ATL Biella (Agenzia di accoglienza e promozione turistica locale della provincia di Biella). Ci racconti di quella esperienza? 
Credo fermamente che tutti noi abbiamo un dovere di responsabilità verso il luogo in cui viviamo. Io ho tanto rispetto per chi si mette al servizio della comunità con un impegno politico e di governo del territorio. La mia esperienza in ATL è stata una piccola azione in tal senso. In un ambito in cui credo molto, ovvero quello del territorio biellese capace di attrarre turismo, residenzialità e insediamento di impresa mettendo in campo le proprie “virtù”: qualità di vita, vicinanza alle grandi città del nord, piacevolezza del paesaggio, immobiliare a prezzi molto interessanti.

8. Mentre eri presidente dell’ATL avete creato un progetto social virale che ha avuto un grande successo di seguito con l’hasthag #innamoratidelBiellese che ha riscosso un grande successo. Ce lo racconti?
#innamoratidelbiellese è un hashtag che è diventato di patrimonio comune, non importa rivendicarne la paternità. È bello che sia di tutti e che sia i biellesi che i turisti lo utilizzino nelle due versioni accentate: innamoràti – persone che amano il luogo in cui vivono, riconoscendone i pregi e le esclusività oppure innamòrati , un’esortazione, rivolta a chi viene da fuori, ad innamorarsi della nostra terra.
9. Abbiamo letto che sei stato chiamato a rappresentare le eccellenze artigiane piemontesi a Bruxelles lo scorso ottobre per parlare di Italia e Europa. Ci racconti di questa esperienza e il tuo punto di vista sul futuro dell’imprenditoria biellese?
Ho fatto parte di una delegazione di imprenditori piemontesi, piuttosto variegata. Sono venuto a casa soprattutto con la convinzione che il mercato di riferimento, anche per una piccola impresa commerciale come la nostra, non possa e non debba essere l’Italia, ma l’Europa e che a questa che è necessario aprirsi.

10. Che progetti hai per il futuro?
Amo il lavoro che faccio. Vorrei continuare a vedere la soddisfazione negli occhi dei miei clienti che si guardano allo specchio durante la prova finale.
E vorrei far crescere un piccolo team di collaboratori a cui trasmettere competenze e amore per questa bella professione.

11. Per finire ti chiediamo un consiglio di stile. Quali tessuti e colori consiglieresti ad un professionista per questa stagione a/i 2019?
Invito, in modo provocatorio, a fare questo sforzo: far scomparire il blu dalla tavolozza dei colori uomo per aprirsi ai colori naturali che, abbinati al grigio e al blu, offrono un’immagine elegante, stilosa e distintiva.

Luciano Rossi è disponibile ad incontrarti su appuntamento.

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Luciano Rossi
Filrus
www.filrus.com
(+39) 800 561 361

Sede di Biella
Via Alfonso Ogliaro, 84
13900 Biella (Bi) – Italia
info@filrus.It
Tel. 015 561361
Orari:
da Martedi A Venerdi 10-13 | 15-19,30
Sabato 10-19 Continuato

Sede di Milano
Corso Monforte 16
20122 Milano – Italia
info@Filrus.It
Tel.333 1345516
Su Appuntamento

 

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