MICHELA DEZZANI – MUNARIA

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Michela Dezzani nasce a Milano nel 1963. E’ ricercatrice, didatta e formatrice sul Metodo Bruno Munari. L’insegnamento più prezioso che ha ricevuto da lui? Leggi l’intervista per scoprirlo.


1. Raccontaci di te, Michela
Mi chiamo Michela Dezzani e sono nata nel 1963 a Milano in una giornata calda giornata di agosto. Mi piace moltissimo frequentare gli “under ten”… per il resto vivo di lontananza, immersa nella natura, nelle espressioni dell’arte o nei libri.

2. Qual è la sua professione?
La mia professione è soprattutto una grande passione. Studiosa e appassionata di Bruno Munari,formatrice, ricercatrice onnivora,conduttrice di laboratori e ideatrice di piccole mostre attive e itineranti. Le creo per produrre conoscenza e andare oltre il concetto di mostra come semplice esposizione o rappresentazione.
Per mettere in pratica questa idea le mostre si mettono in moto con la partecipazione dei visitatori che sono invitati non solo ad osservare le opere esposte, ma anche ad esplorare i processi creativi in un gioco di scoperta: dei meccanismi utili e inutili, dei laboratori dedicati all’ esplorazione dell’ovvio, delle tavole rotonde ma anche quadrate, durante gli incontri-testimonianze di alcuni personaggi della cultura. Sono rivolte ad adulti e bambini e ad un pubblico colorato e curioso che ha desiderio di mettersi in gioco.

3. Come ha conosciuto Bruno Munari?
Ho conosciuto e frequentato Bruno Munari a cavallo tra gli anni ottanta e novanta al laboratorio di Beba Restelli, amica cara, dove ho lavorato per circa dodici anni.

4. Ci racconta del suo progetto Munaria?
Munaria è un centro di raccolta e di diffusione di progetti virtuosi dedicati all’infanzia. Tra tutti il più importante per me è quello dei laboratori progettati da Bruno Munari.

5. A chi si rivolgono i suoi laboratori?
A tutti.

6. Qual è la caratteristica unica del metodo Munari?
L’esplorazione delle variabili.

7. Nella nostra città, a Torino al museo Ettore Fico ha inaugurato una mostra dedicata a Munari. Che cosa ne pensa di portare Munari in mostra?
Gli ambienti educativi contemporanei si sforzano di offrire al bambino degli spazi di espressione libera dove possa sperimentare una grande varietà di strumenti, tecniche, materiali e regole. Perché quindi non provare anche con gli spazi espositivi contemporanei?

8. Che cosa potremmo leggere per prepararci alla mostra?
Aldo Tanchis, L’arte anomala di Bruno Munari, Universale Laterza

9. Gli insegnamenti di Munari sono ancora attuali secondo lei?
Si. Penso a Bruno Munari come ad un uomo contemporaneo del futuro

10. Quale rimane per lei l’insegnamento più prezioso che ha ricevuto da Munari?
L’umiltà

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Photo Credit: Anna Pisapia