TATTOO – L’Arte sulla Pelle – 5 buoni motivi per visitare l’ultima mostra al MAO di Torino

“TATTOO. L’arte sulla pelle” è l’ultima mostra del MAO – Museo d’Arte orientale di Torino e ci conduce in un viaggio alla scoperta delle radici sociologiche, culturali e storiche di uno dei linguaggi dell’arte contemporanea: il tatuaggio. 

Questa mostra ci è piaciuta. 

Merito della location affascinante, merito della scelta del tema da parte dell’ex direttore Marco Biscione e dei due curatori, Alessandra Castellani e Luca Beatrice, merito di un allestimento che sa esaltare ciò che racconta. 

Ecco le nostre 5 buone ragioni per visitarla:

  1. Scoprire che ‘tattoo‘ è un suono onomatopeico che deriva dalla parola polinesiana ‘tau tau’ che era il suono prodotto dal bastoncino di legno che incideva il corpo.
  2. Ripercorrere la storia del tatuaggio da forma d’arte, simbolo di potere e appartenenza delle tribù orientali a simbolo di appartenenza criminale in occidente
  3. Soffermarsi di fronte alle teche con lembi di pelle tatuata provenienti dal Museo di Anatomia di Torino e i disegni del Museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso, che fu il primo a collocare la pratica del tatuaggio in ambito scientifico 
  4. Scoprire alcuni esponenti dell’arte contemporanea che hanno usato il tatuaggio come strumento espressivo. È il caso dell’artista fiammingo Wim Delvoye che ha tatuato grossi maiali non destinati all’alimentazione e lo spagnolo Santiago Serra che ne fa un uso politico e trasgressivo. Tra gli italiani ritroviamo le fotografie di Plinio Martelli e le statue in marmo tatuate di Fabio Viale. 
  5. Osservare le immagini dei lavori dei più grandi professionisti del tatuaggio a livello globale, da TinTin, a Filip Leu a Horiyoshi III. 

Un altro aspetto che ci è piaciuto constatare è che il MAO esce dai suoi confini museali per fare rete con il quartiere.

Con l’associazione di Via Quadrilatero romano, nell’ambito dell’iniziativa ‘Il Quadrilatero lascia il segno‘ coloro che presenteranno il biglietto della mostra potranno usufruire del 10% sulle consumazioni nei locali aderenti (Macario, Ritual, Km5, Antico Balon, Shore, Lobelix, Boca, Pastis, Dogan Vecchia, Il Porto, Sibiriaki, La Casa del Demone, Quadrix, Il Tagliere, Arancia di Mezzanotte, La Revoltosa, Smile Tree, Salumeria Falchero, Sausalito, Al Dente, Goustò, Bacaro, Quanto Basta, Pan per Focaccia, Hafastorie, Torrefazione Moderna –The tea, Casa Amelie, Litro, Flutz e Baudelaire).

Inoltre, fino al 5 dicembre, decimo compleanno del MAO, il pubblico del museo puó partecipare ad uno speciale contest fotografando il tatuaggio preferito tra quelli in mostra e pubblicandolo su Instagram con l’hashtag #myMAOtattoo 

La foto che avrà ottenuto più mi piace diventerà il tattoo del quartiere Quadrilatero romano e verrà esposta in tutti i locali.

Questo è quello che vogliamo per il MAO e per la città tutta: aprirsi a nuovi linguaggi e fare rete.

Bravi! 

 

P.S.Leggendo qua e là i commenti in rete ho trovato alcune critiche volte al MAO su questa scelta tematica e ci tengo ad esprimere il mio pensiero. 

Già nella precedente mostra sui Beatles ‘Nothing is Real’, dello stesso curatore luca Beatrice, il MAO aveva indagato il rapporto tra Oriente e Occidente confrontandosi con temi appararentemne non così vicini alla collezione del museo. Eppure questa mostra ci piace e ci convince proprio perché coglie lo spirito del tempo. Sa  dimostrare quanto l’estetica e le arti orientali abbiano influenzato quelle occidentali in modo profondo, oltre ciò che appare.

Tattoo. L’arte sulla pelle

Dal 9 novembre 2018 al 3 marzo 2018

MAO – Museo d’Arte orientale

Via San Domenico 11 – Torino

www.maotorino.it

 

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