Un sabato di mostre a Milano – Jean-Michel Basquiat e Antonio Marras

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Lo scorso sabato abbiamo deciso di metterci in viaggio alla volta di Milano per visitare le mostre di due grandi artisti e talenti: Jean-Michel Basquiat e Antonio Marras.

La monografica di Jean-Michel Basquiat ospitata al Mudec, il Museo delle Culture, la aspettavamo da tempo.
Artista iconico della sua epoca, Basquiat ci ha sempre affascinato per il suo tratto ‘primitivo’ che svela un’intelligenza fine.

La biografia dell’artista che anticipa la mostra mette in luce questi aspetti. Basquiat è un artista della sua epoca e ritrae tutto ciò che lo circonda con una spinta molto personale: la musica, il jazz, i fumetti, l’anatomia, la poesia, la scrittura sono le sue fonti di ispirazione. E la rabbia, la curiosità e la sensibilità sono ciò che animano le sue composizioni. Questi tratti emergono tutti dagli occhi ritratti nella sua fotografia che apre la mostra.

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E’ dalla video-intervista presente in mostra che emerge questa intelligenza direttamente dalle parole dell’artista, dalle pause e dai silenzi che mostrano uno spirito curioso animato da una spinta creativa inesauribile.
A volte dichiarato fragile per il suo abuso di sostanze stupefacenti, il video svela un altro lato di Basquiat: il Basquiat consapevole, l’artista affermato e corteggiato dai galleristi e collezionisti che sa di esserselo meritato. All’inizio del suo percorso artistico, infatti, i rapporti conflittuali con il padre e l’urgenza di esprimere il suo talento avevano spinto Basquiat a vivere chiedendo l’elemosina, errando per la città e disegnando su materiali di recupero come porte finestre e pannelli di legno.

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Il ricorso a materiali poveri per le sue composizioni lo accompagnerà per tutta la sua produzione. Non mancano però sperimentazioni anche su materiali diversi come la serie di piatti in ceramica in mostra che ha colpito la nostra attenzione. Basquiat vi ritrae personaggi e artisti contemporanei con una verve ironica e diretta e un segno grafico marcato. Da non perdere il piatto dedicato a Cimabue.

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E ancora nella video-intervista gli viene chiesto di spiegare la sua arte. Lui risponde che non sa farlo. Così lascia a noi la possibilità di contemplarla.
Qui in mostra 140 opere presentate con un duplice punto di vista: l’ordine cronologico con cui vennero realizzate e i luoghi che hanno segnato profondamente il percorso artistico di Basquiat rappresentante della street art: le strade di New York che sono il palcoscenico di debutto dell’artista; la galleria di Emilio Mazzoli a Modena dove è organizzata la sua prima personale; gli studi di Prince Street, Crosby Street e Great Jones Street che corrispondono al suo periodo più prolifico solo interrotto dai collezionisti ansiosi di comprare le sue opere ancora prima che venissero compiute. E l’improvvisazione artistica dei Collaboration Paintings, un vero e proprio scambio artistico tra Basquiat, Andy Wahrol e Francesco Clemente.

Concludiamo la nostra visita stimolati dalle immagini di Basquiat e come spesso ci accade di fronte a grandi artisti venuti a mancare giovani ci chiediamo quale altri capolavori avrebbero potuto regalare al mondo.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 26 febbraio 2017.
E’ curata da Jeffrey Deitch, amico dell’artista, critico, curatore ed ex direttore del MOCA di Los Angeles e da Gianni Mercurio, curatore e saggista. E’ promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura che ne è anche il produttore.

Dopo un pranzo nella rutilante zona Tortona, ci dirigiamo in Triennale per visitare la personale di Antonio Marras, affermato stilista sardo che qui mette in luce la sua prolifica produzione artistica personale.
Stilista, artista, intellettuale. Certo non mancano i talenti a Antonio Marras.
Si è fatto conoscere al pubblico internazionale attraverso le sue creazioni di moda, un mix di creatività, terra sarda e genio.
In questa sua personale mostra un altro lato di sé che è forse lo stesso visto da un altro punto di vista: l’artista Marras il cui carattere è ben definito dal titolo della mostra “Nulla Dies Sine Linea“, “Nessun giorno senza prendere in mano una matita e tracciare una linea”. E’ una frase di Plinio il Vecchio da La Storia Naturale, riferita al celebre pittore Apelle. Ed è una frase che Maria Antonietta Peana, una carissima amica di Marras, gli ha attribuito quando nel 2013 l’Accademia di Brera lo ha insignito con la laurea ad Honorem in Arti Visive.

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Dalla opulenta produzione di Marras emergono schizzi, dipinti, collage, ritratti, installazioni, ricami. Tutto questo fa parte di ciò che ha scelto di mostrare di sè nei 1200 metri quadrati a lui dedicati.
E sembra di entrare nell’intimità della sua casa, in soffitta tra gli oggetti ritrovati e gli scarti recuperati, in un salotto con le luci soffuse, nel suo studio tra stoffe e ritagli.

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Visitando la mostra ogni angolo è una scoperta e tutti questi aggettivi vengono alla mente: provocatorio, allucinato, scandaloso, elegante, stiloso, inquietante, ispiratore.
Ci sembra di entrare nella psiche di Marras, farci un giro e poi uscirne tra il meravigliato e il pudico per aver osato entrare in uno spazio tanto intimo. E grati per questo gesto di amore. Ci vuole coraggio a mostrare se stessi. E a noi sembra che Marras ci abbia donato un pò di sé.

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La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 21 gennaio 2017.
La curatrice è Francesca Alfano Miglietti. La mostra è stata realizzata in collaborazione della Regione autonoma di Sardegna.

 

Photo CreditJean-Michel Basquiat: MUDEC e Carlotta Coppo


MUDEC – Museo delle Culture
www.mudec.it
Via Tortona, 56 -20144 Milano
Jean- Michel Basquiat
Dal 27 ottobre 2016 al 26 febbraio 2017

La Triennale di Milano
Palazzo della Triennale
Viale Alemagna,6 – 20121 Milano
Antonio Marras – Nulla Dies Sine Linea
Dal 22 ottobre 2016 al 21 gennaio 2017