Valentina Marini e Giada Susca – #Galateo Linkedin

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Valentina Marini e Giada Susca, esperte di digital HR, sono le fondatrici di #GalateoLinkedIn. Tra sogni, responsabilità e relazioni questo è il racconto di un’unione di intenti professionali e di una grande amicizia nata grazie ad una richiesta di collegamento personalizzata


 

1. Raccontateci di voi
Valentina: romana che gira l’Italia ma che ama vivere a Sabaudia. Ho 32 anni, sono una consulente HR esperta di Personal Branding ed Employer Branding, laureata in Scienze della Formazione
Giada: sono barese di nascita, romana di adozione, età non dichiarata. Sono una digital HR specialist. Nutre una grande passione per le persone. Sono laureata in Scienze dell’Educazione. Amo correre e cantare.

2. Quando capite che volete lavorare nelle risorse umane?
Entrambe ci sentiamo accomunate dalla vocazione HR. Ci piace dire che amiamo lavorare Per e con Le umane risorse.
V.: Dentro di me ho sempre saputo che non avrei potuto fare un lavoro diverso. Quando ho scoperto l’esistenza di un corso di laurea dedicato alla formazione e allo sviluppo delle risorse umane (perché si, esiste un corso specifico) non ho avuto dubbi.
G.: Credo che questa mia passione per le persone, le dinamiche di gruppo, l’attenzione alla progressione di carriera, lo sviluppo dei talenti, facciano parte del mio Dna. Ho avuto un percorso professionale variegato, bello e ricco di situazioni diverse fra loro, che ha un solo e unico filo conduttore: le umane risorse. Posso certamente definirla una vocazione, una chiamata alla quale non avrei mai potuto non rispondere.

3. Come vi siete conosciute?
Neanche a dirlo: ci siamo conosciute su LinkedIn. Questo esattamente il nostro primo scambio:
G.: “Ciao Valentina, ti chiedo di entrare a far parte della tua rete di contatti in quanto, l’utilizzo di uno strumento come Linkedin, è un’ulteriore possibilità che permette di avere visibilità del mondo attorno.Ti ringrazio, Giada”
V.: “Ciao Giada, con molto piacere per due motivi principali:
– interessi professionali in comune,
– personalizzazione della richiesta, che dimostra una vera sensibilità allo scambio professionale.
Grazie, buona giornata e spero di conoscerci personalmente in futuro. Valentina”

4. Qual è l’aspetto che più vi entusiasma del vostro lavoro?
V.: Ciò che mi piace di più è il fatto di dover studiare sempre, perché tratto tematiche in costante evoluzione, e di poter apprendere dall’esperienza altrui. Stando a stretto contatto con studenti, manager, persone con diverso background, c’è sempre qualcosa che non so e che posso “portarmi a casa” (come piace dire tanto a noi formatori – il take away). Non so spiegarlo bene ma, come una volta mi ha detto un mio capo, lavoro ricordando sempre che “what you put in is what you get out” e quando quell’energia messa in aula e/o in un lavoro si trasforma in energia condivisa è quanto per me di più entusiasmante!

G.: Adoro incontrare persone diverse. Ognuna di loro ha fatto sì che oggi io sia la professionista che sono.
Ogni incontro mi ha dato la possibilità di confermare la scelta di spendermi per questo settore che ho visto trasformarsi di anno in anno, fino a renderlo oggi ‘contemporaneo’, grazie ai contributi di coloro che, me compresa, hanno lottato per rompere lo schema di una dimensione di risorse umane classica, relegata a struttura valutativa, a volte punitiva e spesso e di esclusivo controllo. Oggi posso a gran voce affermare che ‘siamo sulla strada giusta’, quella del management itinerante che va incontro alle persone, si alza dalle scrivanie, si avvale dei contributi della tecnologia e ripensa metodi e processi adeguandosi al nuovo che avanza prepotentemente.

5. Raccontateci la vostra esperienza con LinkedIn. Quando avete iniziato ad usarlo e come lo usate nel vostro lavoro?
V.: Io lo uso da circa sette anni e mi ha appassionata dall’inizio. L’ho studiato, ho deciso di muovere i primi passi quasi subito con la condivisione dei post e mirate azioni di following (aziende, business school, ecc). Con il passare del tempo i miei post sono diventati sempre di più in termini di numeri e di specificità dei temi. Oggi scrivo frequentemente anche articoli con LinkedIn Pulse. Tutto ciò mi ha portata ad aumentare notevolmente la mia visibilità nella rete professionale.
Al di là dell’utilizzo pratico, ci tengo a dire che il mio modo di usarlo vede al centro l’intelligenza relazionale: tutto ciò che faccio, lo faccio pensando e chiedendomi il modo migliore per avere un ritorno di valore. Mi spiego meglio con alcuni esempi: non manderò mai una richiesta di collegamento non personalizzata, non mi dimenticherò mai di rispondere ad un messaggio, sarò sempre attenta alla mia immagine e alla mia reputazione, quindi ai contenuti da pubblicare.

G.: Sono iscritta a Linkedin da circa 8 anni. Ho scoperto il suo valore quando ho lasciato l’azienda nella quale ero cresciuta e iniziavo a costruirmi una nuova rete di contatti che fino ad allora era rappresentata esclusivamente dai miei ex colleghi. Prima di procedere all’implementazione della rete, mi sono messa in posizione di ascolto, cercando di capire quali potevano essere i vantaggi dell’essere presente su una piattaforma sociale. Ho cominciato a formarmi seguendo aziende e influencer e alla fine ho capito che potevo portare il mio contributo: ho iniziato a scrivere su pulse, ho partecipato a conversazioni, ho espresso il mio parere. Col passare del tempo ho avvertito un ‘legame’ con questo social che utilizzavo soprattutto per lavoro, per analizzare comportamenti sociali e ricercare candidati, ed ho capito che non potevo delegare ad altri la sua manutenzione, ma dovevo prendermene cura in prima persona, collaborando alla creazione di un posto che tanto ha da offrire se utilizzato nel modo corretto. La cosa che ripeto spesso è che non bisogna avere fretta: LinkedIn è come una casa. Quando la compri, è da personalizzare e devi investire le tue risorse e il tuo tempo per renderla a tua immagine e somiglianza. Sarà una casa che parlerà di te, di come sei, di quelle che sono le tue abitudini e i tuoi punti di vista. Non puoi farci entrare chiunque e non puoi permetterti di farla trovare in disordine. Quando sarai pronto con le pareti dipinte e le tende appese, apriti al mondo e spalanca le finestre: capirai quanto straordinaria sia bellezza di una relazione intelligente.

6. Quando ci siamo parlate al telefono mi accennavate ad un preciso modo di creare networking mettendo in gioco la propria capacità di entrare in relazione. Facciamo una simulazione. Io sono un vostro coachee o allievo. Come mi consigliate di integrare la mia presenza online e offline?
Entrambe siamo convinte che il nostro supporto debba essere incentrato sul farti capire un concetto fondamentale: bisogna essere leader di se stessi, guidare la propria riuscita; non può farlo LinkedIn per te e neanche nessun esperto di Personal Branding. Un esperto può dare dei consigli ma, se è tale, deve spiegarti che non otterrai quasi nulla solo con un profilo curato e aggiornato.
Bisogna scegliere un argomento con cui essere identificati, creare una rete e contenuti professionali di valore. E poi è fondamentale fare quello che non fa quasi nessuno: fare tutto ciò con costanza e con intelligenza relazionale. Non si può ignorare a lungo chi offre contenuti interessanti al giusto target, avendo dietro un’attenta strategia.

7. Ultimamente si parla molto di comportamenti ai limiti della legalità su internet dove vengono prese di mira persone il loro aspetto fisico etc. Quanto guardate la reputazione online prima di fissare un colloquio con il candidato?
La straordinarietà del web è quella di poter ricevere informazioni quasi a 360° su svariati argomenti ed anche sulle persone. E’ bene sottolineare che la nostra reputazione sociale la costruiamo noi, nessun altro: abbiamo gli strumenti ma dobbiamo imparare ad utilizzarli ed oggi, quello che manca è proprio un uso consapevole di questi ultimi. I mezzi di comunicazione ci permettono di essere online h24, 7 giorni su 7, ma un sapiente uso, la conoscenza approfondita di argomenti quali privacy e policy è fondamentale per non incorrere in spiacevoli inconvenienti. Viene da sè che prima di colloquiare un candidato, raccogliamo informazioni su di lui ‘anche ma non solo’ guardando i suoi profili social: non lo facciamo per il gusto di cercare l’errore o un motivo per scartalo, ma semplicemente per capire come è posizionato nel web, cosa ha fatto, come ha contribuito e quale valore aggiunto potrebbe portare alla mia organizzazione di riferimento.

8. Quando nasce l’idea di creare un progetto che apra un dibattito sulle regole da seguire per tenere un corretto comportamento su LinkedIn?
Da tempo scrivevamo entrambe post e articoli sul tema. Valentina nell’ultimo periodo aveva smosso parecchio la rete. Prima di Natale parlando delle immagini profilo al mare e degli occhiali da sole; a gennaio riflettendo sulle richieste di collegamento non personalizzate. Il progetto nasce proprio da quest’ultimo post. Dai tanti commenti ricevuti, in cui si è discusso sull’importanza dei comportamenti più opportuni, Valentina ha lanciato l’idea della stesura di un galateo in un commento. Da subito ha proposto che fosse scritto da tutti e con tutti proprio perseguendo l’obiettivo di sensibilizzare sui temi: più persone sono coinvolte e più si semina consapevolezza. E con Giada, da sempre sostenitrice di queste ‘battaglie educative’ abbiamo deciso di accogliere la sfida e di provare a sensibilizzare la rete coinvolgendola in un tema apparentemente caro a tutti.

9. Come mai avete scelto il nome ‘galateo’? Esiste un corretto comportamento o un comportamento professionale?
Il nome è nato da uno dei commenti ricevuti al post, esattamente da uno spunto scritto da Stefania Padoa. Ci ha convinte da subito perché LinkedIn come ogni altro social network è espressione dei comportamenti della nostra società e noi non vogliamo sfornare un prontuario o un regolamento. La scelta del nome quindi, così come il celebre Monsignor Della Casa, fa ben intendere che ci limitiamo a definire insieme a molti componenti di questa società virtuale le modalità ed i comportamenti più opportuni e ben accetti. E così, come per le norme di etichetta, il mancato rispetto del galateo non prevede altra pena che una più o meno marcata “disapprovazione sociale”.

10. Avete voluto dall’inizio che #GalateoLinkedin fosse un progetto condiviso e supportato da professionisti e per professionisti. Quali sono le ragioni di questa scelta?
Si, siamo convinte che l’unione dei Professionisti possa da una parte creare un grande valore frutto di diverse competenze ed esperienze a confronto, dall’altra diffondere maggiormente questa grande azione formativa su più livelli. Abbiamo scelto di impegnarci come persone, non legate a nessun marchio, nessuna azienda.
Lo consideriamo un progetto IN-dipendente, IN-novativo, libero e svincolato dalle logiche a cui siamo abituati, un progetto che fa parlare le persone tra loro e insieme trova una terza via agli stereotipi ‘non ci sono regole’ e ‘si fa così’: le regole le facciamo insieme, portando ognuno il proprio contributo.

11. Che cosa volete realizzare con questo progetto. Qual è il vostro sogno?
Partiamo dalla parola sogno, che è uno dei termini che ci piace di più e che poi è davvero quello che ci guida: coltivare un mondo digitale migliore. Noi due, insieme a Elena Grandinetti, Federico Ott e Guglielmo Sandullo, entrati nel progetto a pochi giorni dalla sua nascita, vorremmo aprire a tutti un cammino indirizzato alla presa di responsabilità comune dei propri comportamenti sociali.

12. Ci raccontate i prossimi passi del progetto? Sappiamo che ci saranno degli eventi e un vademecum…
Corretto. Nei prossimi giorni comunicheremo le date del nostro #GalateoLinkedInTour. Sarà un’ulteriore occasione di approfondimento in cui faremo raccontare da alcuni professionisti il valore aggiunto che un sano utilizzo di LinkedIn può portare alle singole professioni. Durante gli eventi ci sarà la modalità di aderire a dei focus group in cui tutti insieme proveremo ad ampliare i dati già raccolti durante il nostro survey.
Il materiale confluirà in un prodotto editoriale di cui stiamo definendo i dettagli in questi giorni.