WEEW SMART DESIGN

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Diffondono un design ‘Smart’ dalla progettazione alla realizzazione al packaging, un design a km 0. Il loro nome deriva dalla parola inglese noi.
Parlano di design democratico e di artigianalità. Tutti concetti che ci stuzzicano assai e se messi in pratica come fanno loro ci conquistano. Ecco a voi l’intervista a Weew Smart Design.


 

1. Chi c’è dietro a Weew Smart Design?
Il nucleo centrale di Weew è composto da Lucia e Nicola, trentenni, e attorno a questo ruotano professionisti con varie competenze.
La nostra è una piccola realtà creativa che si arricchisce del contributo di artigiani e giovani professionisti con cui collaboriamo.
Weew il nome del nostro brand, deriva dalla parola inglese “we” e cioè “noi”. Consideriamo la “rete” la forza di questo progetto.

2. Di che cosa vi occupate?
Siamo una designer di servizi e uno di prodotto ecocompatibile. Lavoriamo in Weew a tempo pieno, ed è un impegno senza sosta! Ma ci riteniamo fortunati: abbiamo fatto della nostra passione il nostro lavoro.

3. Qual è la vostra formazione?
Abbiamo studiato Design a Torino e Milano, poi ci siamo specializzati in ambiti differenti, realizzando progetti e collaborazioni in vari settori del design: dalla progettazione 3D a quella dei servizi per le pubbliche amministrazioni. In realtà pensiamo che nel design la formazione non finisca mai: ogni progetto apre un mondo di conoscenze nuove da acquisire.

4. Quali sono i vostri talenti?
Realizziamo complementi di arredo e accessori impegnandoci a semplificare e rendere innovativi oggetti e funzioni che altrimenti sarebbero sempre uguali a se stessi. Ad esempio la nostra lampada “Lightframe”: è uno dei nostri primi prodotti e rispecchia al meglio la filosofia di Weew. Prende ispirazione dalla tecnica origami di piegare la carta, che abbiamo sviluppato per creare un prodotto ecosostenibile: è realizzata a partire da un unico foglio e attraverso due sole fasi di lavorazione. In questo modo il corpo della lampada svolge le funzioni di paralume e supporto insieme, ottimizzando materiali e i processi di produzione.

5. Come nasce Weew Smart Design?
Ci occupavamo di design in ambiti diversi dalla produzione, poi un amico ci ha segnalato una galleria d’arte il cui spazio era disponibile grazie a condizioni vantaggiose offerte dai proprietari. Non li ringrazieremo mai abbastanza per la loro generosità. Abbiamo iniziato quasi per caso, cogliendo al volo questa occasione. Abbiamo costruito gli arredi dello spazio con le nostre mani e sviluppato in pochi mesi i primi prodotti del catalogo, che sono tuttora in vendita. I nostri amici ci hanno aiutato in vari modi: dalle prime foto dei prodotti al passaparola. Nel tempo poi ha richiesto un impegno costante fino a diventare la nostra attività principale.

6. Perché vi definite ‘Smart’?
Per i nostri prodotti privilegiamo materiali di cui possiamo controllare i processi di produzione – che avvengono prevalentemente entro i confini del Piemonte – riducendo sprechi e lavorazioni superflue. Inoltre, i prodotti sono perlopiù forniti piegati, in questo modo anche il packaging è ridotto al minimo limitando i costi economici e ambientali di trasporto.
Progettiamo pensando che i nostri prodotti dovranno avere un prezzo accessibile per il più ampio numero di persone possibile e che anche una volta dismessi saranno facili di riciclare, così da trovare una nuova vita.
Per noi “smart” è tutto quanto tiene insieme questi valori: creatività, sostenibilità economica ed ambientale, facilità e piacere di utilizzo di un oggetto.

7. Come Smart ci sembra anche il vostro modo di lavorare in team.
Sì, il nostro è un team allargato, frutto di un mix di esperienze e competenze differenti che mettiamo in costante relazione per dare vita ai nostri progetti. Ciascuno ha una propria riserva di creatività: alcuni di noi l’hanno allenata grazie agli studi in design, altri la coltivano ogni giorno trovando piccole e grandi soluzioni.
La collaborazione e lo scambio di idee è nel nostro DNA ed è anche una delle cose che preferiamo di questo mestiere. Spesso poi le idee migliori nascono dalle richieste dei clienti che incontriamo quotidianamente nel nostro punto vendita di Torino.

8. Per che cosa vi ritenete unici?
Nei nostri progetti uniamo tecniche di produzione e materiali innovativi con processi di lavorazione artigianali: ci consideriamo degli artigiani 2.0. Inoltre ci piace pensare che l’adozione di una filiera “diffusa” permetta di sviluppare un network di piccole e grandi realtà produttive che incide positivamente sullo sviluppo economico locale e nazionale.
A tale proposito consigliamo la lettura del libro “Futuro artigiano” di Stefano Miceli. Racconta alcune storie di eccellenza del Made in Italy, tutte unite dalla capacità tipicamente italiana di coniugare tradizione e innovazione. Abbiamo ereditato un patrimonio artigianale unico al mondo che oggi grazie alle nuove tecnologie offre straordinarie opportunità di sviluppo per le nuove generazioni.

9. A che cosa serve il design nella vostra vita? E nella vita degli altri?
Crediamo che il principale compito di un progettista sia quello di pensare alle persone. Il design migliore è quello che mette al centro le persone, non limitandosi a rispondere ai bisogni, ma arricchendo il sistema di valori e di emozioni di ciascuno di noi. Gli oggetti non sono mai del tutto “inanimati”: vivono con noi entrando nei nostri spazi, abitudini, ricordi…
Per questo il nostro design è semplice e funzionale nella forma, ma molto “mediterraneo” nello spirito: i nostri oggetti sono colorati e mettono allegria, sono pensati per creare una “relazione”, a partire dal montaggio fino alla possibilità di personalizzazione.

10. Sul vostro sito troviamo scritto che realizzate progetti di ‘design democratico’. Che cosa intendete?
Il “design democratico” per noi è una modalità di pensare e quindi progettare oggetti funzionali, esteticamente piacevoli e di qualità, al tempo stesso accessibili per tutte le tasche. Il nostro obiettivo è quello di rendere alla portati di tutti qualcosa che in generale viene concepito come esclusivo: “design” non è necessariamente sinonimo di “costoso”.
Certo realizzare i nostri prodotti in Italia ha dei costi nettamente superiori alle grandi catene che propongono design a prezzi contenuti, ma le differenze sono notevoli sotto molti aspetti e sentiamo che le persone attribuiscono sempre più importanza a valori come la qualità, la sostenibilità e il Made in Italy. Le persone non si limitano più ad acquistare l’ennesimo complemento d’arredo, sono sempre più interessate a conoscere la storia ( e le storie) che ci sono dietro agli oggetti che entreranno a far parte della propria vita.

11. Raccontateci di un lavoro che avete realizzato di cui siete particolarmente orgogliosi.
“Lotus” è uno dei prodotti preferiti dai nostri clienti. È realizzato in feltro riciclato dal PET (per intenderci è il materiale di cui sono composte le bottiglie di plastica) e grazie ad un sistema di pieghe ed incastri può assumere forme e funzioni differenti: svuota tasche, porta vaso, organizer da scrivania. Insieme ad altri prodotti della nostra collezione è da qualche giorno in esposizione e vendita presso il Centre Pompidou a Parigi. Ne siamo molto orgogliosi.

12. In che modo mettete in vendita le vostre creazioni?
Abbiamo un nostro punto vendita a Torino, nel Quadrilatero Romano. Lì incontriamo un tipo di clientela che non potrebbe essere più varia: dai residenti del quartiere ai turisti di passaggio a Torino, letteralmente innamorati di questa città così discreta e al tempo stesso sorprendente. È insieme laboratorio e punto vendita, lì nascono molte delle nostre idee, che testiamo in negozio prima di metterle in produzione e distribuirle presso i rivenditori. Vendiamo anche attraverso il nostro sito web www.weew-design.com e su piattaforme e-commerce italiane ed estere.
L’estero rappresenta il nostro mercato principale, con USA e Germania in testa, seguono altri paesi Europei e alcuni partner in Asia.
Realizziamo anche personalizzazioni dei nostri prodotti per clienti privati e business. Per questi ultimi sviluppiamo anche progetti ad hoc, dai complementi di arredo personalizzati fino ai regali aziendali, prodotti per bookshop museali ecc.

13.  È la prima volta che partecipate a Paratissima?
Questa sarà la terza edizione di Paratissima a cui partecipiamo. Ogni anno notiamo una significativa evoluzione e un interessante apporto di novità, nonché un pubblico sempre più internazionale.

14. Con quali oggetti vi presenterete?
Accanto alla nostra linea permanente di complementi di arredo e accessori, presenteremo alcune novità per il Natale. Stiamo ultimando i dettagli e non vediamo l’ora di esporli a Paratissima Design.

15. Qual è il vostro punto di vista sul design oggi. E che cosa vedete per il futuro?
Consideriamo il design come un dialogo tra funzionalità ed estetica che non è mai fine a se stesso. Il design non è un processo creativo “astratto”, ma una azione incisiva su quello che ci circonda, per renderlo migliore. Per questo pensiamo che in futuro sarà sempre più contaminato dalla tecnologia e avrà la capacità di dialogare con ambienti diversi e assumere forme e funzioni che evolvono a seconda delle necessità. Quando pensiamo a questo, non immaginiamo distese di schermi touch screen, bensì il recupero di una progettazione di qualità, tipicamente italiana, unita alla semplificazione offerta dalle nuove tecnologie. Avremo meno oggetti, che assolveranno a più funzioni, in maniera intelligente e sostenibile per l’ambiente.


Weew Smart Design
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