Abbracciare la complessità ai tempi dell’occupazione del Campidoglio in America

L’occupazione del Campidoglio in America

Vorrei dirti qualcosa su quanto sta succedendo in America e nel mondo e trovare una possibilità per abbracciare la complessità che stiamo vivendo.

Mi sono presa del tempo per sfogliare ciò che veniva scritto sui giornali e sui social relativamente all’occupazione del Campidoglio da parte dei sostenitori di Trump.

Quando è tempo di ascoltarti

Quando arrivano queste notizie dall’esterno a cui segue una valanga di parole e commenti e informazioni, c’è una cosa che faccio come pratica per trattarmi bene e l’ho fatto anche questa volta: mi sono presa tempo per ascoltarmi.

Mi sono presa tempo per osservare le dinamiche individuali dietro alle azioni e alle parole.

E ora sono pronta a fare la mia parte.

Da dove nasce questo post: Il desiderio di trovare le mie parole

Non mi soffermerò qui sui giudizi delle azioni compiute dai sostenitori di Trump, non voglio dar loro ulteriore attenzione.

Mi soffermerò invece a riflettere sulla comunicazione, sulle parole scelte dal mondo per commentare l’evento e quello che ne scaturisce.

Ho notato, come spesso mi accade, quanto la mia sensibilità sia toccata dalle parole spese per descrivere questa vicenda.

Nella comunicazione che ho letto fino ad oggi non ho trovato le mie parole. Non ho trovato il mio pensiero, il mio sentire. Ecco perchè oggi sono qui a scriverle.

Le parole sono azioni, come spesso amo dire.

Quello che sta accadendo è liberazione

Lo dico forte e chiaro: quello che sta accadendo è una gran bella cosa. Quello che accade è liberazione.

Non parlo dell’occupazione del Campidoglio, parlo delle reazioni globali a questo episodio e come sono state espresse.

Scelgo oggi di donarti parole per invitarti a mettere l’attenzione su ciò che potresti fare, sulle possibilità che questo episodio apre per la coscienza collettiva.

Mi segui fin qui? Ora veniamo al punto.

E dove sta la possibilità in tutto questo?

Quello che sta accadendo adesso, questo movimento che si erge contro i valori americani, o contro alcuni di essi, ha in sè il seme della possibilità se saprai coglierla.

Quello che sta accadendo è un risveglio della coscienza globale rispetto a quei risvolti della medaglia che ci piacciono meno.

Il primo passo è stato fatto. Accorgerti di ciò che non ti piace.

Ora, se ti fermi a questi, le possibilità di evolverti finiscono in un vicolo cieco. Assumere un solo punto di vista ti limita.

“Fu proprio allora che il mito americano cominciò a impossessarsi dell’Iran. Perfino chi desiderava la sua rovina ne era ossessionato. L’America era la terra di Satana e il Paradiso Perduto, l’oggetto di un interesse ambiguo che col tempo, a sua volta, ci avrebbe presi tutti in ostaggio”. – Azar Nafisi , Leggere Lolita a Teheran

Abbracciare la complessità

Per evolvere collettivamente occorre renderci conto che l’America, come ogni altro paese, è composto da molteplici voci, da minoranze di valori e abitudini e culture. L’America, l’Europa, l’Italia ci mettono di fronte ad una parola che fa paura: la complessità.

Abbracciare la complessità fa paura, richiede impegno, richiede il far leva alle parti migliori di noi. Contemplare che esistono molteplici posizioni, punti di vista opposti che rifanno a livelli diversi di esperienze umane, il piano materiale e le sue pracità e quello spirituale con i suoi valori è doloroso. Abbracciare tutto questo è scomodo.

Abbracciare la complessità è scomodo.

Il lato positivo è che già accorgersi che esiste questa complessità di questa complessità è il primo passo verso una visione più serena e matura di ciò che ti trovi a vivere e fronteggiare ogni giorno nella tua vita familiare, nel tuo lavoro e in ciò che accade nel mondo intorno a te.

Alcune buone pratiche per abbracciare la complessità nel mondo di oggi

Un modo che ho sperimentato per abbracciare la complessità e farne una pratica quotidiana è cercare di comprendere, allargare lo sguardo.

Come puoi farlo? Un modo è continuando ad essere curioso, aperto ad ascoltare le tue posizioni e i tuoi punti di vista nello stesso modo in cui ascolti quelli degli altri. Ascoltare è un passo.

Un altro passo è cercando di colmare quel gap informativo e di esperienze e facendolo questo ti porta ad allargare i tuoi confini.

Di recente ho iniziato a leggere un libro che voglio condividere con te e che va in questa direzione.

Elegia America di J.D.Vance – il titolo originale è Hillbilly Elegy. E’ una raccolta di memorie che narra di questo bambino che poi diventa adulto crescendo nella comunità di hillbilly, la classe operaia bianca in America proveniente dal Kentucky.

E’ un libro che è diventato subito per me un buon amico. E’ stato magnetico sin dal primo sguardo, non riuscivo a staccarmene e l’ho letto lentamente per goderne ogni risvolto.

E’ un libro doloroso come doloroso è stato il percorso di quel bambino per far pace con le sue origini e poi trasformarsi nell’uomo che aveva sempre desiderato essere.

E’ un libro gioioso come la gioia che emerge dall’accorgersi di avere sempre avuto tutto l’amore del mondo.

E’ un libro grato pieno di quella gratitudine di quando prendi coscienza che nella vita avresti potuto fare scelte diverse e ringrazi ogni persona che hai incontrato per aver così profondamente influenzato il tuo cammino.

E’ un libro che offre uno spaccato reale di quell’America che ha votato e fatto eleggere Trump. Dà voce ad una delle culture che compongono quella complessità americana. Ed è un primo seme che può aiutarti ad abbracciare la complessità.

Mi racconti quali altri semi ti vengono in mente e che possiamo piantare insieme per abbracciare la complessità?

Ti abbraccio dal cuore

Giorgia

Elegia americana – J.D.Vance – Garzanti 2016

“Un gesto come quello lo può compiere soltanto qualcuno che conosce davvero la letteratura, e ha dunque imparato che la personalità umana ha diverse sfaccettature… E solo attraverso la letturatura ci si può mettere nei panni di qualcun altro, comprenderlo negli aspetti più reconditi e contradditori del suo carattere ed evitare così di emettere condanne troppo severe” – Azar Nafisi , Leggere Lolita a Teheran

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